SHABU

CINEMA PERLA, 30 novembre, ore 16,30

SHABU   

Regia e Sceneggiatura: Shamira Raphaëla; Direzione della Fotografia: Jurgen Lisse, Jefrim Rothuizen, Gregg Telussa, Rogier Timmermans; Montaggio: Lykle Tuinstra, David Verdurme; Musica: Michael Varekamp ; Produzione: Tangerine Trees, Paesi Bassi, Belgio, 2021, 75’

Premi: Award Best Youth Film 2021  IDFA;   Menzione speciale “International Jury Generation Plus Competition” Berlinale 2022

Età consigliata: 12+

Shabu canta e suona la batteria, balla e ride, anche per cercare di sdrammatizzare la situazione in cui si è cacciato per superficialità e per sfidare la sorte. La nonna, amata e temuta capostipite della sua famiglia olandese-caraibica, è in collera con lui. Si rifiuta di parlargli e di perdonarlo per aver distrutto l’automobile,  guidandola di nascosto. L’unica condizione posta dall’anziana donna per far pace è che Shabu guadagni del denaro sufficiente per riparare il veicolo. Addio amate vacanze, invece di trascorrere l’estate immerso nella musica e nei videogiochi, il ragazzo deve lavorare e guadagnare soldi, vendendo gelati e rifornendo e riordinando gli scaffali dei supermercati. La regista Shamira Raphaëla pedina il suo protagonista, intenta a cogliere i suoi mutevoli stati d’animo. Allo stesso tempo, ritrae il luogo che lui chiama casa, il discusso progetto di edilizia residenziale De Peperklip di Rotterdam, un quartiere di periferia, da cui tutti vorrebbero fuggire, ma che è amato da Shabu. Questo documentario si segue come una fiction e delinea un allegro ritratto di un adolescente a Rotterdam, costretto ad assumersi la responsabilità delle sue azioni. Molto interessante il punto di vista espresso dalla regista, che, come documentarista, sulla base dei suoi precedenti lavori e delle sue esperienze di vita ha scelto di raccontare le vicende di un adolescente, mettendo in evidenza gli aspetti positivi e anche divertenti, volutamente trascurando quelli “critici”. “Il mio film precedente era un film per bambini che ha vinto numerosi premi e raccontava la storia di un bambino che viveva in condizioni terribili. Dopo aver finito quel film, ho sentito che non era giusto usare le storie delle persone. Ho avuto l’impressione che, nel cinema documentario, ci sia questa tendenza a “sfruttare” il dolore degli altri, soprattutto il dolore delle persone emarginate. E poi lo trasformiamo in intrattenimento per le persone più in alto nella società. Con Shabu desideravo fare un film sulle cose normali, sull’amore, sull’amicizia – niente di estremo, niente di fuori dall’ordinario”

SHAMIRA RAPHAËLA (1982) è una regista di madre olandese e padre di Curaçao, cresciuta ad Aruba. Dopo aver completato il liceo nei Caraibi, si è trasferita nei Paesi Bassi dove ha conseguito nel 2006 la laurea in Arti audiovisive presso l’Accademia di Arte e Design Artez. Attualmente vive a Rotterdam, Paesi Bassi. Il suo documentario d’esordio Deal With It è stato un film personale e crudo sui modelli familiari distruttivi e sull’amore incondizionato, che ha vinto numerosi premi internazionali nel 2015. Ha vinto il premio Karin de Bok Talent all’IDFA 2018 per l’ulteriore sviluppo della sceneggiatura di Downfall of a Superwoman. Il documentario Lenno & the Angelfish ha vinto il premio per il miglior documentario per bambini all’IDFA 2017 e ha ricevuto il premio per il miglior documentario europeo per bambini dalla European Children’s Film Association durante la Berlinale nel 2019. Nel 2019 Shamira ha ricevuto il premio cinematografico più prestigioso dell’Olanda, il Vitello d’Oro, al Netherlands Film Festival per il suo documentario Daddy and the Warlord,  ambientato nella Liberia devastata dal dopoguerra. Nello stesso anno ha anche realizzato un documentario sull’ascesa del populismo di destra e della supremazia bianca nei Paesi Bassi, intitolato Our Motherland.

TEMI TRATTATI: Amicizia – Educazione alla responsabilità