Vincitori 2017

Ecco i vincitori dell'undicesima edizione del festival Youngabout

 

 Cortometraggi


Sezione Professionisti:

Basura

Ha dapprima incuriosito e poi convinto per l'innovativa eccentricità con cui tratta il tema della raccolta differenziata. Non risulta mai banale, al contrario utilizza sapientemente il Black humor mantenendo un equilibrio tra la leggerezza e la componente grottesca.

  ex aequo

Ladrones de tiempo

Nella sezione professionisti ha vinto anche Ladrones de tiempo, che ha colpito per la tematica originale e per lo studio sapiente della fotografia
e soprattutto del montaggio, che enfatizzano la riflessione portata avanti dalla storia sulla prigione della monotonia e l'importanza di spezzarla.
Inoltre ci fa comprendere quanto sia necessario dedicare il proprio tempo, non solo al lavoro, ma agli affetti.

  Sezione Esordienti:

Segundito
Per la categoria "Esordienti" è stato scelto "Segundito", che in un semplice minuto riesce a parlare dei secondi  che passano e se ne vanno, in forma
simpatica e leggera, riuscendo anche a far ridere. La grafica è gestita con competenza e non mostra le imperfezioni che ci si potrebbe aspettare in un'opera prima

  Sezione Scuole:

  Friendzonebloccati in un'amicizia

"Friendzone, bloccati in un'amicizia" é il cortometraggio che la giuria ha scelto come vincitore nella categoria "scuole" perché riesce a far sorridere con escamotage non scontati. Inoltre, nell'affrontare una tematica molto diffusa, il timore di dimostrare e svelare i propri sentimenti, presenta delle idee originali che fanno sì che non si cada mai nella banalità.

  Lungometraggi

  Miglior film :

  Appena apro gli occhi - Canto per la libertà
  Come miglior film è stato scelto "Appena apro gli occhi", che riesce a parlare del regime di Ben Ali in Tunisia, fornendo un prezioso punto di vista che non scade in cliché banali. Con la sua atmosfera calda e argomenti lontani, ma vicini, ha convinto la
giuria. La colonna sonora perfetta, da sola, fa sì che il film valga la pena d'essere visto.  Notevole anche l'interpretazione dell'attrice protagonista, attraverso cui passa tutta la storia fino all'ultimo, catartico, canto con la madre. Infine, è stato apprezzato come le tematiche vengano affrontate in modo tale da non risultare eccessivamente angoscianti quando non sia necessario, e al tempo stesso come vengano gestiti con consapevolezza i passaggi più drammatici.

  Miglior film per ragazzi:

  My name is Emily
La giuria ha scelto come miglior film per ragazzi "My name is Emily", che riesce a far convivere l'apparente leggerezza di una storia rivolta agli adolescenti con la capacità di far riflettere, fornendo spunti più profondi. I monologhi della protagonista, in particolare, mostrano chiavi di lettura originali anche per le vicende raccontate. Particolarmente apprezzati anche la fotografia e i colori, che esaltano la natura di road movie di questo lungometraggio.

Miglior fotografia:

  Yellow flowers on the green grass
Il premio va al direttore della fotografia K'Linh Nguyen per la sua capacità di mettere  la fotografia al servizio della storia narrata,  restituendo la bellezza e luminosità  dei paesaggi, con le distese dei prati verdi e dei campi coltivati, la trasparenza dei corsi d'acqua, la "luce naturale" degli ambienti chiusi e, nello stesso tempo, illuminando sapientemente il volto dei bambini protagonisti, valorizzando la loro intepretazione

Miglior interprete:
Il premio va alla straordinaria, Choi Soo-in, del film coreano The world of us, una giovanissima attrice che riesce, con ammirevole naturalezza e con un talento straordinario, a comunicare agli spettatori il non detto, rendendo visibili i segreti moti del cuore