MY NAME IS EMILY

Bologna, Cinema Odeon, Martedì 21 marzo, ore 9,30
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  •  Sceneggiatura e Regia: Simon Fitzmaurice
  • Aiuto regia: Liz Gill
  • Fotografia: Seamus Deasy
  • Scenografia:  John Hand
  • Costumi: Judith Williams
  • Montaggio: Emer Reynolds
  • Colonna sonora: Stephen McKeon
  • Produzione:  Lesley McKimm,  Kathryn Kennedy in coproduzione con Broadcasting Authority of Ireland and the Irish Film Board
  • Distribuzione internazionale: Visit Film
  • Origine: Irlanda, 2015, 94'

Il film ha ottenuto: Galway Film Fleadh, premio Miglior Fotografia a Seamus Deasy, premio Miglior Produzione a Kathrin Kennedy; Newport Beach Film Festival, Premi Miglior Attrice a Evanna Lynch, Produzione, Kennedy Films e Newgrange Pictures

 

Questo film racconta di Emily, una ragazza di sedici anni, interpretata dalla giovane attrice, Evanna Lynch, (nota al grande pubblico nel ruolo di Luna Lovegood, nei film della serie di Harry Potter) che cerca e ritrova se stessa, compiendo un lungo viaggio, attraverso l’Irlanda, con Arden, un suo compagno di scuola.

L’incipit del film ci permette di ascoltare la voce interiore della ragazza: veniamo così a scoprire che vive con una famiglia affidataria e che ve ne sono state altre che, nel tempo, l’hanno accolta. Emily alle spalle ha anni trascorsi in un continuo girovagare e ora è approdata in una nuova città e in una nuova scuola superiore.

La narrazione cinematografica procede come un flusso di coscienza, il passato riaffiora con forza nella mente di Emily, riportandola indietro nel tempo: il padre, Robert, autore originale e anticonformista, aveva scritto, quando lei era ancora una bambina, un saggio per celebrare l’influsso positivo, sulla psiche umana, di un’attività sessuale libera e appagante. Emily, durante la prima infanzia, era cresciuta in un ambiente colto, affettuoso e accogliente, tra due genitori innamorati. All’età di otto anni aveva vissuto il trauma, mai davvero affrontato e risolto, dell’improvvisa morte della madre, causata da un incidente stradale, mentre era in auto con il marito. Si era così ritrovata senza una guida, senza l’amore e la presenza di chi si prendeva cura di lei con tanta sollecitudine e con un padre ormai piagato da un dolore indicibile, che lo aveva reso folle. Il viaggio in una vecchia Renault gialla, prestata ad Arden dalla nonna paterna, attraverso la campagna irlandese, magnificamente fotografata da Seamus Deasy, vede i due giovani, inizialmente timorosi, riservati e chiusi in se stessi, alle prese con un rapporto che li costringe, dopo iniziali incomprensioni, ad aprirsi all’altro da sé, a fidarsi, a lasciarsi andare alla tenerezza.


SIMON FITZMAURICE è uno scrittore e regista. I suoi film sono stati proiettati in festival di tutto il mondo ed hanno vinto diversi premi. Si è laureato con lode in Letteratura e Teatro anglo-irlandese e Teoria e produzione cinematografica. I suoi racconti sono stati selezionati per l'Hennessy Literary Award e la sua opera poetica è apparsa sulla pubblicazione trimestrale West 47. La sua opera più recente è il memoriale It is Not Yet Dark (diventato ora un documentario presentato al Sundance Festival nel gennaio 2017), attualmente al primo posto tra le opere non fiction più vendute in Irlanda. Poco dopo la premiazione al Sundance Film Festival del suo secondo cortometraggio, The sound of people, gli è stata diagnosticata la SLA. Oggi è completamente paralizzato ed ha scritto la sceneggiatura del suo film utilizzando il software Eye Gaze che riconosce il movimento degli occhi e che gli ha permesso anche di dirigerlo durante le sei settimane di riprese tra Agosto e Settembre 2015.