AISHITERU MY LOVE

Bologna, Cinema Odeon Giovedì 23 marzo, ore 10:00
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  • Regia e Sceneggiatura: Stefano Cattini
  • Fotografia: Andrea Solieri
  • Montaggio: Stefano Cattini, Gualtiero Venturelli
  • Produzione e Distribuzione: Doruntina Film
  • Origine: Italia, 2013, 75’

 

Nel 2010 ha ricevuto la candidatura al premio David di Donatello per il miglior film documentario e nel 2012 il premio per il miglior film italiano al 53° Festival dei Popoli

 

Presentano il film e conducono il dibattito l’aiuto regista Andrea Solieri  e  il regista teatrale  Giuseppe Sepe

 

Il regista documenta ciò che accade in una scuola superiore di Parma, in occasione dell’organizzazione di un laboratorio teatrale con un gruppo di ragazzi, talvolta problematico, ma non particolarmente difficile. Beppe Sepe è un regista teatrale che insegna le regole del gioco della vita con una terapia universale come quella del teatro. Scuola e teatro sono quindi gli spazi in cui si svolge l’azione. In una specie di prologo, dietro le quinte, si vedono i ragazzi muoversi in maniera concitata prima dello spettacolo. I loro corpi rivelano la vitalità della loro età mista alla tensione per una prova che devono affrontare. Quindi si torna indietro alla trafila che ha portato alle realizzazione di un lavoro teatrale collettivo e corale. La visita del regista nelle classi per reclutare volontari che si offrano per impegnare i loro talenti e le loro “passioni” nella costruzione dello spettacolo: il canto, il ballo, la recitazione, ecc.; i “provini” per metterli una prima volta alla prova. Ma prima di tutto viene chiesto loro di parlare di sé, delle loro difficoltà, di esprimersi e di rivelarsi… Aishiteru significa ti amo in lingua giapponese. E l’amore è il grande tema sempre sospeso sopra tutte le vicende umane, come ogni adolescente ben sa!


Stefano Cattini, classe 1966, nato a Carpi (Mo), vive a Parma. Ha girato il suo primo cortometraggio documentario nel 2004 e ricevuto numerose selezioni a festival con “Ivan e Loriana”, breve film che è all’origine de “L’isola dei sordobimbi”, suo primo lungometraggio.